Storia

Il nome Ange Gardien designava un tempo un pilone votivo posto sul ponte che tuttora collega la parte alta di Oulx con quella bassa. Esso dunque simboleggia, oltre alla custodia angelica, consueto riferimento della devozione popolare, il vincolo di solidarietà e amicizia nella quale aspira a vivere la comunità ulcense al suo interno e con tutti coloro che incontra.

L’Ange Gardien nasce nel 1973 per iniziativa del prof. Alberto Giacone, insegnante presso il Liceo Classico Des Ambrois di Oulx. Sotto la sua guida, durata fino al 1989, il Coro si dedica ad un vario repertorio sacro e profano, con una particolare attenzione al recupero del patrimonio musicale popolare del vecchio Piemonte.

Già con il prof. Giacone, e poi ancora, dal 1990, con il nuovo direttore Enrico Bava, cantante impegnato come corista aggiunto del Teatro Regio e come esecutore di musica antica, il Coro si dedica alla preparazione di lavori di ampio respiro, in collaborazione con la corale Area di Briançon e con alcune orchestre: la Messa di Gloria di Puccini, la cantata Alexander Nevsky di Prokofiev (eseguita in sincronia con l’omonimo film di Eisenstein), il Requiem e la Messa dell’Incoronazione di Mozart, il Requiem di Cherubini.

Dal 1994 al 1996, poi, il Coro abbandona il grande repertorio classico, romantico e contemporaneo per dedicarsi allo studio di opere barocche (Vivaldi, Schütz, Durante) eseguibili con un piccolo insieme strumentale.

Nel 1997 la direzione viene assunta da Pietro Mussino, diplomato in Composizione presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino, che riporta il Coro alla sua attività originaria, ossia la conservazione, la riscoperta e la diffusione delle tradizioni musicali popolari, soprattutto di quelle più vicine e familiari perché radicate nel territorio e nella storia di appartenenza. Questo orientamento ha condotto alla riproposta di canti della tradizione popolare italiana in genere e piemontese in particolare, ma anche di quella francese e provenzale, e al recupero di melodie, quasi perdute, nel patois provenzale alpino tipico dell’Alta Valle di Susa, raccolte dalla viva voce dei patoisants grazie alla dedizione e al paziente lavoro di Renato Sibille, appassionato cultore delle tradizioni locali.

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