| Oulx, 16/10/2008 11.50.11 |
In merito al progetto di accorpamento delle Comunità montane previsto dalla legge regionale n° 19 del 01.07.2008 ad oggetto "disposizioni modificative della legge regionale 2 luglio 1999, n° 16 (noto come Testo unico delle leggi sulla montagna)", la Giunta della Comunità Montana Alta Valle Susa, a difesa dell'integrità amministrativa dell'Alta Valle e ricordate le peculiarità del territorio "realmente montano" nella sua interezza, della sua unicità e specificità socioeconomica e soprattutto della sua storia ed esperienza che lo ha fortemente connotato in passato, ha presentato al Consiglio dell'Ente riunitosi il 14 ottobre 2008 un documento nella speranza che possa essere modificato quanto espresso dalla Giunta regionale. Il Consiglio, vista l'importanza e urgenza della materia, ha ritenuto di riunirsi nuovamente per effettuare un'attenta valutazione e quindi inserendolo all'interno dell'o.d.g. della sessione straordinaria convocata per il 22 ottobre 2008. Si allega il documento a firma della Giunta Esecutiva dell'Ente: Vista la legge regionale n° 19 del 01.07.2008 ad oggetto: "disposizioni modificative della legge regionale 2 luglio 1999, n° 16 (noto come Testo unico delle leggi sulla montagna)". Preso atto che tale norma prevede, all'art. 3 titolato "delimitazione delle zone omogenee", una riduzione delle Comunità Montane ad un numero massimo di sei per la provincia torinese dalle attuali tredici. Ricordate le peculiarità del territorio dell'Alta Valle Susa, "realmente montano" nella sua interezza, della sua unicità e specificità socioeconomica e soprattutto della sua storia ed esperienza, antesignana dell'idea associativa e dell'organizzazione intercomunale delle autonomie locali, che venne tradotta già nel 1947 nel "Comitato tutela interessi Alta Valle Susa" (cui aderivano 10 comuni dell'Alta Valle), poi concretizzatasi nel 1958 nel primo "Consiglio di Valle" (previsto dalla Legge 991 del 1952) che in Alta Valle Susa assunse volontariamente la denominazione di Comunità Alta Valle Susa (denominazione ancora non prevista dalla legislazione del tempo) che comprendeva 12 Comuni (gli attuali, con la sola esclusione di Meana e Moncenisio, entrati a far parte della CMAVS nell'anno 2003). Sottolineato che l'importante patrimonio di esperienza e capacità, acquisito nel tempo nell'organizzazione intercomunale, l'omogeneità territoriale ed i consolidati rapporti esistenti tra i comuni membri, non possono e non devono essere compromessi e cancellati. Richiamata l'impossibilità di assimilazione del territorio dell'Alta Valle ad alcun territorio sia per le motivazioni culturali, turistiche e morfologiche, fatta eccezione, al limite, per l'Alta Valle Chisone. Tenuto conto dell'unicità delle realtà produttive ed economiche territoriali connesse al settore turistico e sottolineate dalla presenza di ben 200.000 posti letto totali sull'intero territorio. Considerato che il prodotto turistico venduto dall'Alta Valle Susa è caratterizzato dal domaine skiable più grande della regione e percorso da circa 600 km di piste da discesa. Preso atto della omogeneità dell'ambiente montano che rende peculiare l'Alta Valle Susa, rendendolo un unicum ambientale. Ricordato inoltre che in epoca ancora più antica l'Alta Valle Susa, ha avuto esperienze caratterizzanti fortemente il territorio come quella degli Escartons che hanno contribuito a rafforzare ulteriormente l'identità culturale e territoriale, fino al trattato di Utrecht del 1713 che ha smembrato il territorio tra Italia e Francia. Richiamata la ricchezza del singolare patrimonio linguistico, unico sul territorio nazionale, che vede insieme all'uso dell'italiano, il piemontese, l'occitano, il francoprovenzale e il francese. Rilevate le caratteristiche economiche ed ambientali derivanti dalla presenza di un mercato immobiliare importante che si è consolidato negli ultimi cinquant'anni e che permette alle amministrazioni locali di gestire una realtà territoriale che oscilla da circa 13.000 residenti fino a punte massime di ben 180.000 presenze nei momenti di massima affluenza turistica. Richiamate le numerose riunioni ed occasioni di dialogo con vari rappresentanti ed amministratori inerenti il progetto di accorpamento delle Comunità Montane del torinese. A seguito dell'assemblea svoltasi in Alta Valle Susa il 16 settembre scorso, alla quale erano presenti la Giunta di Comunità Montana, i sindaci dei Comuni dell'Alta Valle e i consiglieri dell'Ente. Non essendo richiesti i pareri previsti dal d. lgs. 267/2000 poiché trattasi di valutazioni puramente politiche. Visto il testo unico in materia di enti locali d. lgs. 267/2000. La Giunta della Comunità Montana Alta Valle Susa all'unanimità intende preservare l'autonomia amministrativa di codesta Comunità. Dando atto che la premessa costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto, chiede al Consiglio Regionale del Piemonte e alle autorità competenti di non effettuare alcun accorpamento con altre realtà contigue. Ribadisce che, in caso di manifestazione della volontà regionale in contrasto con le considerazioni in premessa, riterrà tale comportamento quale atto di imperio e di chiara sopraffazione delle volontà delle autonomie e segno di un chiaro disinteresse della Regione che per far fronte a necessità economiche di ordine piuttosto contenuto cancella l'importante patrimonio di esperienza amministrativa maturata in oltre cinquant'anni di operatività sui territori montani, rendendo inutili gli sforzi effettuati per garantire il riequilibrio socio economico di un'area "realmente montana" e vanificando, alterando l'integrità territoriale consolidata, anche i principi che il legislatore, a partire dalla costituzione nazionale, ha enunciato e previsto a tutela della montagna e dei suoi abitanti. |