Comunità Montana
Alta Valle Susa
 

Riordino delle Comunità Montane: rabbia e delusione in Alta Valle Susa dopo la delibera del Consiglio Regionale.
Oulx, 10/11/2008 11.34.16

Il Consiglio regionale ha approvato il 3 novembre scorso, su proposta dell'assessore regionale allo Sviluppo della montagna Bruna Sibille, la delibera che definisce le aree omogenee che andranno a formare le nuove Comunità montane del Piemonte.
Rispetto al tetto massimo di 23 previsto dalla legge regionale approvata lo scorso giugno, le nuove Comunità montane saranno 22: 6 rispettivamente nelle province di Torino e di Cuneo, 1 rispettivamente in quelle di Asti e di Vercelli, 2 nell'Alessandrino, 3 nel Biellese, 3 tra Vco e provincia di Novara, di cui una con sede legale nel Novarese.
Non è stata accolta la richiesta di autonomia da parte dell'Alta Valle Susa, che infatti è stata accorpata alla Bassa Valle Susa e alla Val Sangone.
Il Consiglio di Comunità Montana aveva deliberato nel mese di ottobre in merito al progetto di accorpamento, sottolineano i motivi che sottostavano alla richiesta condivisa da tutto il territorio di non volersi accorpare a nessuna altra realtà. Purtroppo la Regione ha espresso un parere negativo e le reazioni sono forti.
"Questo è un atto che avvilisce la nostra montanità" afferma il vicepresidente della Comunità Montana Alta VAlle Susa Stefano Daverio. E pensa a delle alternative: "Ora possiamo pensare se possano esistere altre possibilità, non escluderei l'unione di comuni o meglio un consorzio di sviluppo montano; o al limite vedere di ragionare su accorpamenti diversi utilizzando il dispositivo di legge. Sicuramente non parteciperemo a questa "ammucchiata" con comuni che non hanno le benché minime caratteristiche montane".
La forte delusione raggiunge tutti gli amministratori altovalsusini.
"Sono estremamente scontento di questa scelta, soprattutto perché abbiamo problemi gestionali radicalmente diversi dalle altre realtà e sono pronto a ragionare con i colleghi per inseguire eventuali altre strade alternative" dice Franco Capra, sindaco di Clavière.
Gianmario Blanchet, assessore in Comunità Montana, esprime invece la sua delusione considerando ciò che è stato tolto alla montagna: "Questa scelta ha privilegiato le logiche di poltrona, invece che quelle di territorio; è l'ennesimo abbandono della montagna".
Massimo Garavelli, Presidente del Parco del Gran Bosco di Salbertrand, ritiene che "nel trio appena formato noi serviamo solo a giustificare la presenza degli altri due territori, ma noi siamo l'unico vero territorio montano" e aggiunge che "visto che dovevano essere 23 le Comunità Montane e ne sono state formate solo 22, forse possiamo ancora avere una chance".
Gli amministratori ritengono che la scelta regionale sia stata un' imposizione senza logica, come dichiara Andrea Maria Colarelli, assessore di Comunità montana nonché sindaco di Sestriere: "E' un'imposizione non efficace che lega città diversissime come Sestriere ad Avigliana".
I dubbi inoltre, sorgono anche sulla rappresentatività nella nuova grande Comunità Montana. "Con il sistema attuale di elezione il nostro territorio non sarà adeguatamente rappresentato" commentano gli amministratori.

 

 

 

 

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